Castello Sforzini

di Castellar Ponzano

Alberto Savinio: la macchina dei miti. Pittura, scrittura e musica per un nuovo classicismo visionario

di Luca Sforzini, esperto d’Arte e proprietario del Castello di Castellar Ponzano (https://www.valutazione-quadri.it/)

Alberto Savinio (Andrea De Chirico) è il fratello che non sta “dietro” a Giorgio: sta di lato, perpendicolare. Se la Metafisica di Ferrara ha costruito stanze di enigmi, Savinio vi introduce una zoologia mitologica che non illustra Ovidio: disarticola il mito e lo rimonta come macchina teatrale. Pittura, letteratura, musica: tre voci che cantano lo stesso spartito. L’orizzonte è un classicismo visionario in cui Apollo, sirene e cavalli alati non sono reperti ma organi di un corpo nuovo.

La scena pittorica: anatomie ibride e architetture–partitura

Le tele di Savinio sono scenografie: fondali chiari, architetture essenziali, oggetti come attori immobili. In primo piano, ibridi: corpi umani con teste d’animale, statue in carne, giocattoli solenni. Non è surrealismo vagante: è metodologia. L’ibrido è dispositivo che scardina la categorizzazione (uomo/animale, vivo/inanimato, antico/moderno) per liberare un classico aumentato.
La pittura è nitida: disegno saldo, colore pieno ma mai urlato, luce feriale. Il bizzarro non è caos: regia. Il tono “da camera” – domestico, quasi borghese – è scelta ironica: mettere il mito in salotto per togliergli retorica e restituirgli forza psichica.

Letteratura e musica: l’altra metà del motore

Savinio scrive romanzi, saggi, prose autobiografiche in cui il mito è strumento critico del presente. La musica – da compositore e uomo di teatro – gli dà il tempo della forma: ripresa, variazione, tema. La pittura segue: soggetti “a leitmotiv”, ritorni ritmici di figure, contrappunti cromatici.
Il risultato è un sincretismo disciplinato: non un pastiche, ma un metodo per guardare il mondo attraverso i suoi fantasmi funzionanti.

Simboli: l’innocenza inquieta

Gli ibridi animaleschi non minacciano; scrutano. Sirene, cavalli alati, bambini–statua, giocattoli seri: è un’infanzia che non regredisce, avanza. L’innocenza qui è spietata: non addolcisce, rivela. L’oggetto banale, portato in scena, si carica: come in un rito domestico, diventa feticcio conoscitivo.

Confronti

Con Giorgio de Chirico condivide l’anima mitica e l’ironia; ma mentre Giorgio cerca il tempo perduto, Savinio inventa specie nuove. Col Surrealismo dialoga senza cedere all’automatismo: preferisce la razionalità dell’invenzione. Con la Nuova Oggettività condivide la nitidezza, ma senza moralismo. Savinio è un metafisico ludico con disciplina classica.

Condividi questo articolo
Rinascimento
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.