di Luca Sforzini, esperto d’Arte e proprietario del Castello di Castellar Ponzano (https://www.valutazione-quadri.it/)
Dal 15 ottobre 2025 il Louvre dedica una vasta retrospettiva a Antonio Canova, mettendo al centro dell’attenzione internazionale uno dei più grandi scultori italiani dell’Ottocento. Ma l’evento non è solo artistico: riapre il dibattito sulle restituzioni delle opere trafugate durante le campagne napoleoniche, tema che nel 2025 assume rilievo diplomatico.
L’esposizione segue il filo della ricerca canoviana sulla bellezza ideale, accostando i celebri Amore e Psiche, Paolina Borghese e i modelli preparatori del Mausoleo di Clemente XIV. Ma al centro del dibattito c’è anche il ruolo di Canova come mediatore politico: fu lui, nel 1815, a negoziare con la Francia il ritorno di decine di capolavori italiani. Oggi, mentre l’Europa discute nuove linee guida per la restituzione dei beni culturali, la mostra diventa occasione per riflettere sulla diplomazia dell’arte come strumento di dialogo tra Stati.
Il linguaggio neoclassico di Canova, sospeso tra mitologia e politica, torna così a parlare di noi: della nostra capacità di costruire memoria condivisa e di affrontare il tema, sempre delicato, della proprietà culturale.









