In ricordo di Antonio Del Pennino. Buon viaggio, zio!
Ho appreso con profonda commozione della scomparsa di Antonio Del Pennino, figura storica e indimenticabile del Partito Repubblicano Italiano.
Per me, che ho avuto l’onore di esserne vicesegretario regionale in Lombardia, Antonio non è stato soltanto un leader politico e un riferimento imprescindibile: è stato un maestro, un esempio di rigore, di coerenza e di passione civile.
Il suo lungo e prestigioso percorso parlamentare lo ha visto protagonista assoluto della Prima Repubblica. Deputato per vent’anni, senatore in più legislature, presidente del gruppo repubblicano alla Camera: Antonio Del Pennino ha rappresentato con autorevolezza e intelligenza la tradizione laica, riformatrice e mazziniana, facendo del Parlamento il vero luogo della mediazione politica e del servizio al Paese.
Ma accanto al politico c’era l’uomo. Ricordo bene come, nei momenti più delicati di alcuni passaggi politici, mi dicesse con aria bonaria e paterna, accompagnata dall’indice alzato: «Mi raccomando, Luca…». Era il suo modo di trasmettere vicinanza, attenzione e responsabilità, senza mai alzare i toni.
Antonio sapeva anche essere ironico ed amava i piaceri della vita, pur nella grande serietà con cui interpretava il ruolo pubblico. Con alcuni amici lo chiamavo affettuosamente “zio”, e quando si concedeva a qualche elegante indulgenza, scherzavo dicendo che «lo zio (anziché l’ozio) è il padre dei vizi». Quel soprannome, nato per gioco, è oggi un ricordo che custodisco con tenerezza.
Antonio Del Pennino è stato un servitore leale della democrazia italiana, ma anche un uomo capace di umanità e di sorrisi. Buon viaggio, zio.
Luca Sforzini









