Comunicato stampa
Sforzini (Rinascimento): “Codice dei Beni Culturali e Soprintendenze: sì alla semplificazione, ma servono responsabilità, tempi certi e tutela reale”
Castello di Castellar Ponzano, 18 settembre 2025 – Luca Sforzini, esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano e fondatore del movimento culturale Rinascimento, commenta la recente approvazione al Senato del disegno di legge n. 1372, delega al Governo per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che punta a snellire le procedure autorizzative paesaggistiche, a rafforzare il coordinamento con la legge 241/1990 e a valorizzare il decentramento amministrativo.
Il provvedimento prevede che entro 12 mesi il Governo vari i decreti attuativi, con l’obiettivo dichiarato di conciliare la tutela del patrimonio con la semplificazione amministrativa. Tra le misure: maggiore coordinamento tra amministrazioni nei procedimenti autorizzativi, competenze affidate agli enti territoriali per gli interventi di lieve entità, percorsi dedicati per infrastrutture strategiche e procedure accelerate per attività stagionali o ricorrenti. Restano però dubbi sul rischio di interpretazioni soggettive e sull’effettiva capacità degli enti locali di gestire responsabilmente le nuove funzioni.
«Rinascimento sostiene la semplificazione – dichiara Sforzini – perché i cittadini, i professionisti e gli operatori non possono più restare ostaggi di pratiche infinite e pareri contraddittori. Ma semplificazione significa soprattutto tempi certi, sportello unico e responsabilità personale di chi firma le decisioni. Non nuovi alibi, non scaricabarile.»
Sforzini aggiunge: «Ogni ente che riceve competenze deve rispondere in modo chiaro e motivato. Vogliamo procedure snelle e trasparenti, senza zone grigie e senza arbitri discrezionali. E chiediamo che i Comuni e le Regioni meno attrezzati siano sostenuti con formazione e risorse: non bastano deleghe sulla carta.»
La proposta di Rinascimento è netta: «Serve uno Sportello Unico Territoriale per la Cultura e il Paesaggio, digitale e con tempi massimi di 45-60 giorni. I decreti attuativi previsti dalla delega devono essere vincolanti e rispettati nei termini. Se non arrivano, il Parlamento deve valutare le omissioni e stabilire responsabilità politiche.»
«Questa riforma – conclude Sforzini – può davvero liberare energie nel Paese se sarà accompagnata da coraggio, trasparenza e senso di responsabilità. L’Italia ha bisogno di un sistema rapido, che tuteli il patrimonio e allo stesso tempo liberi i cittadini e i territori dalla gabbia della burocrazia. Questo è il vero Rinascimento.»









