Castello Sforzini

di Castellar Ponzano

Caso Sgarbi – Sforzini (Rinascimento e Team Vannacci): “Mettere sotto tutela Sgarbi significa mettere sotto tutela il pensiero libero. L’Italia ha bisogno di spiriti indocili, non di sudditi”

Comunicato stampa

Caso Sgarbi – Sforzini (Rinascimento e Team Vannacci): “Mettere sotto tutela Sgarbi significa mettere sotto tutela il pensiero libero. L’Italia ha bisogno di spiriti indocili, non di sudditi”

Castello di Castellar Ponzano, 25 settembre 2025 – «Chi oggi prova a “mettere sotto tutela” Vittorio Sgarbi non sta attaccando soltanto un uomo: sta tentando di mettere sotto tutela la libertà stessa del pensiero, della parola, della cultura. E questa è una linea rossa che nessuna società libera dovrebbe mai oltrepassare».

Lo dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano, fondatore del movimento Rinascimento e ispiratore dei primi Team Vannacci delle province di Pavia e Alessandria, intervenendo con forza nel dibattito aperto dalla richiesta di nomina di un amministratore di sostegno per il critico d’arte e parlamentare.

«Sgarbi non è un semplice personaggio pubblico: è un patrimonio vivente della cultura italiana. Ha portato la bellezza nei salotti televisivi e nei consigli comunali, nei musei e nelle aule parlamentari. È uno dei pochissimi intellettuali italiani capaci di far dialogare le piazze e i musei, la televisione e le cattedrali, le istituzioni e il popolo. Ha sfidato il conformismo, il pensiero unico, l’ignoranza travestita da modernità. È stato voce libera e dissacrante, ha difeso il patrimonio artistico quando era più comodo distruggerlo, ha parlato di bellezza quando tutti inseguivano l’effimero. E oggi, proprio per questo, dà fastidio a chi sogna un Paese di sudditi e di pensieri innocui», afferma Sforzini.

Durissimo l’attacco di Rinascimento contro il clima mediatico: «Trasformare una vicenda familiare in uno spettacolo da talk show è il segno di un degrado culturale profondo. Nessun ricorso legale, finché non viene deciso, può intaccare la dignità e l’autonomia di una persona. Ogni insinuazione lanciata in queste ore non è giornalismo: è fango. E colpire Sgarbi significa colpire il diritto di ogni italiano a pensare e parlare fuori dal coro. L’Italia deve chiedersi se vuole essere una Repubblica fondata sulla libertà o un grande reparto di rieducazione collettiva.»

Sforzini denuncia inoltre il clima culturale in cui tutto questo avviene: «Viviamo un’epoca in cui il conformismo è diventato religione di Stato, e la complessità intellettuale è percepita come un pericolo. Ma il dissenso è il motore della cultura: senza voci fuori dal coro non avremmo avuto Dante, Michelangelo, Galileo, Pasolini. Vittorio Sgarbi è patrimonio vivente di questa nazione

Sforzini propone anche una riflessione politica più ampia: «È necessario un protocollo nazionale che tuteli la riservatezza e la dignità delle persone coinvolte in casi simili, evitando ogni spettacolarizzazione e assicurando valutazioni collegiali e indipendenti. Ma soprattutto serve un cambio di mentalità: il genio non si misura con i parametri burocratici. I grandi spiriti non vanno “controllati”, vanno ascoltati, protetti e valorizzati.»

Il fondatore di Rinascimento conclude con parole nette: «Vittorio Sgarbi rappresenta esattamente ciò di cui l’Italia ha più bisogno: spiriti indocili, pensatori liberi, personalità fuori schema. Tentare di imbavagliarlo con un atto giudiziario è un gesto non solo ingiusto, ma culturalmente suicida. Il nostro Paese è cresciuto grazie a chi ha avuto il coraggio di essere diverso. Il resto è soltanto propaganda di paura, utile a chi vorrebbe comprare l’obbedienza e mettere il bavaglio alla libertà. Sgarbi non si cancella: si difende, come si difende un monumento

Contatti stampa:

Email: lucasforzini@castellosforzini.it Tel: +39 334 294 3083 Web: www.rinascimento.land

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